Suoni: Elio Martusciello
Sceneggiatura postuma: Michele Zaffarano
Essere qui / essere qui come fa una coda di gesti / un gesto è materia che si ambienta nello spazio / una coda di gesti è materia che si ambienta nello spazio / una somma / mettere insieme / uno mette insieme.
Un gesto è un lavoro che si svolge nello spazio / lo spazio è un lavoro che ci mette dentro il gesto, in ordine / un effetto dei gesti / in ordine / un gesto / un gesto successivo / un gesto che viene dopo il successivo.
Uno vede un gesto / uno spazio si riempie con i gesti / uno può volere uno spazio da riempire con i gesti / riempire è un lavoro / vedere che si riempie, riempie / è un lavoro.
Mandare i gesti / guardare i gesti mandati / mettere insieme i gesti guardati / ricordare i gesti messi insieme / mandare i gesti, ancora / oppure guardare solo in giro, cercare.
Esistono, stanno per venire fuori, si vedranno / una cosa è in che modo sperare / se i gesti che si ambientano nello spazio quando uno è qui non si vedono, allora non si possono mettere insieme.
Se non si possono mettere insieme o trovare, può essere come se non ci sono / può essere anche che ci sono / può essere anche soltanto che non ci sono / non si fanno trovare.
Ci sono, ma non si fanno scoprire perché non si vedono / però lo spazio è pieno / lo spazio è pieno.
Può essere che l’ordine che si capisce nello spazio insieme con i gesti non è l’ordine dei gesti che si mettono nello spazio.
Se uno parla male, capisce male / se uno confonde l’ordine dei gesti che vede, osserva la materia che si ambienta nello spazio, fa il lavoro.
Mettere insieme, mandare via una coda di gesti per metterli dentro lo spazio senza sapere se i gesti si capiscono o se lo spazio è già pieno.
Uno è qui alla cieca, in vuoto / uno può essere qui senza ricordarsi i gesti sommati / nessuno può essere qui senza pensare che è qualcuno / nessuno può essere qui senza ricordarsi che è qui / uno potrebbe non essere qui.